AccessibilitàAccessibilitàAccessibilità Progetto SeOL
Percorsi Turistici
  • La Settimana Santa ad Adrano

    I riti della Settimana Santa 2015 ad Adrano

    Continua....

  • Manifestazioni Natale 2014

    Rassegna natalizia di appuntamenti culturali e di spettacolo

    Continua....

  • Manifestazioni S. Nicolò e Rassegna estiva 2014.

    Manifestazioni in onore del Santo Patrono "S. Nicolò Politi" e Rassegna estiva "Vivi l'Estate 2014".

    Continua....

Svevi e Angioini


Il periodo svevo segnò per Adernò, come per tutta la Sicilia, l'inizio di intolleranze, di egoismi municipali, di lotte di potere. Fu soprattutto rovinosa la persecuzione dei saraceni, costretti a ribellarsi ed a fortificarsi, sotto la guida di Mirabetto, a Troina, Entella e Centuripe, dove convennero anche i saraceni di Adernò. Nel 1225 furono sconfitti ed in gran parte massacrati; i superstiti furono deportati e confinati a Lucera.

Svevi

Durante il dominio svevo si verificarono per Adernò tre fatti significativi: la città ed il suo castello divennero il covo della famiglia di avventurieri dei conti Bartolomeo, che depredarono con violenza i beni della chiesa, finché non furono vinti e banditi da Federico nel 1209; la distruzione di Centuripe, rispetto alla quale ancora Adernò non si era liberata da un senso di inferiorità, e la deportazione dei suoi abitanti ad Augusta; la comparsa in città di un accattone dal nome Giovanni Calcara, che, somigliantissimo a Federico II, faceva credere, assecondato ed usato dagli interessati, di essere l'imperatore tornato dall'altro mondo per invitare i popoli al ritorno all'obbedienza alla chiesa e la reazione di Filangeri, che, constatando il pericolo che costui rappresentava per Manfredi, lo catturò e lo fece impiccare a Catania assieme ai suoi seguaci.

Svevi 2

L'imperatore Federico, comunque, pacificatosi con i messinesi nel 1233, diede in "retturia" il casale a capitani di Messina, che divennero la classe dominante (vedi il sostrato di cognomi messinesi come Crisafi, Galifi, Crisà, Marullo, Milazzo, Di Salvo, ecc.). Adernò risentì molto delle lotte tra Angioini e Svevi. Prima passò, come gran parte della Sicilia, sotto il governo di Carlo I d'Angiò, poi di Corradino, fino a quando nel 1258 il Papa scomunicò Corradino e lo stesso venne decapitato a Napoli. Capece, seguace di Corrdino, si rifugiò a Centuripe, ma fu assediato dagli Angioini ed alla fine fu catturato, accecato ed impiccato. Da allora Adernò passò dalla dominazione della famiglia Lancia a quella della famiglia Maletta. Il casale, che era stato fiorente al tempo dei Normanni, si ridusse, con gli Angioini, ad un misero abitato in balia dei peggiori predatori. Il numero degli abitanti passò da circa mille a circa trecento.