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CHIAVARO AGATINO

Podesta di Adernò

Chiavaro Agatino
Il Podestà Agatino Chiavaro, amato e stimato dai concittadini del suo tempo, viene ricordato ancora oggi con una certa nostalgia per tutte le opere di pubblico benessere, realizzate nel paese di Adrano.
II "Podestà", chiamato solamente così dai suoi contemporanei, anche quando non ricoprì la carica dì primo cittadino. Nacque in Adernò il 20 aprile del 1885 da Angela Barbera e Settimo, modesto artigiano.
Reduce dall'America, dove era emigrato giovanissimo e dove aveva fatto una certa fortuna, Agatino Chiavaro, tra il 1919 e il 1920, aderì con entusiasmo al partito fascista e partecipò ai primi scontri politici nel paese tra gli avversari degli altri partiti.
Eletto Podestà dal 1923 al 1927, grazie alla sua notevole capacità amministrativa, riuscì a promuovere nella cittadina un grande progresso sociale, economico ed urbanistico.
Nel 1924, infatti, raggiunse due grandi risultati: chiarì la controversia territoriale con i comuni di Regalbuto, Centuripe, Randazzo e Biancavilla e ottenne l'impegno civico delle autorità di Alcara Li Fusi per la "traslazione "del teschio di San Nicolò Politi in Adernò; nello stesso anno si interessò anche, a nome di tutta la cittadinanza, per mutare il nome della città da Adernò in Adrano.
Durante la sua amministrazione nel paese si realizzarono diverse opere pubbliche come i gabinetti pubblici, il macello, la biblioteca comunale, la villa comunale, l'illuminazione con artistici lampioni a più luci; sì costruì al centro della villa un palco musicale, oggi scomparso, dove si tenevano dei concerti bisettimanali, diretti dal maestro Barbabietola; di fronte al palco fu eretto il monumento ai caduti, che oggi si trova in Piazza Armando Diaz; fu ampliata l'area urbana adornese, vennero sistemate diverse vie e piazze cittadine si aprirono molte strade di campagna e si incrementò l'edilizia scolastica.
Il Podestà si adoperò, altresì, energicamente per portare l'ordine nel paese e per il buon funzionamento degli uffici, specie dei dazi che operavano lungo la cinta urbana.
La sua dinamica e positiva attività lo rese un "personaggio di spicco" in tutta la provincia etnea e lo colmò di onorificenze e lodi.
Il 4 giugno del 1925 ricevette dal Ministero degli Interni la Nomina di Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia e il 20 dicembre dello stesso anno venne nominato Presidente onorario dall'Unione Operai di Adernò.
Il 20 febbraio del 1926, il Circolo agrario di Biancavilla lo nominò socio onorario e il 25 aprile 1927 venne eletto " Delegato del Consorzio Comunale Circumetnea" per il periodo 1927-1930.
La sua instancabile attività di "Primo cittadino" si concluse nel gennaio del 1928, quando fu arrestato, accusato di abuso di potere, di appropriazione indebita, di peculato e dì rilascio di assegni a vuoto.
Uscito dal carcere, si ritirò dalla vita politica.
Mori tragicamente nel 1938, in un incidente d'auto, mentre ritornava in città dalle vigne; ancora oggi il tratto stradale, dove il Cav. Chiavaro è morto, è chiamato dagli AdranÌti "la curva di Chiavaro".
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(Ricerche bibliografiche a cura del Settore Attività Culturali del Comune di Adrano)